Le spese generali vanno calcolate in base all’appendice 4 del CCL.

34a. Spese generali per lavoro fuori sede

Ai collaboratori occupati fuori del luogo di lavoro il datore di lavoro deve rimborsare le spese necessarie (art. 327a e 327b CO).

FAQ
È ammesso fissare in un regolamento un importo forfettario per le spese?

Sì, è sostanzialmente ammesso fissare un importo forfettario a titolo di spese, a condizione che con tale importo si raggiungano o si superino gli importi definiti nel CCL.

È consentita una regola secondo cui, in caso di conclusione anticipata del lavoro (p.es. alle 14.00) e successivo rientro in ditta, le spese per il pranzo non sono pagate?

Una tale disposizione non è ammissibile. Il collaboratore ha diritto alle spese per il pasto anche in casi del genere.

Quali spese vanno sostenute se i dipendenti sono dislocati in un posto di lavoro fuori sede, dove pernottano in un appartamento?

I dipendenti che vengono dislocati in posti di lavoro fuori sede hanno diritto al rimborso delle spese per la colazione e la cena. Anche se l’azienda affitta un appartamento completamente attrezzato per l’alloggio dei dipendenti, le spese per la colazione e la cena cevono essere sostenute dall’azienda. Ciò avviene o attraverso il pagamento dei costi effettivi del vitto oppure attraverso il versamento del forfait previsto dal CCL. 

34b. Spese di vitto

L’azienda provvede, per quanto possibile, a fornire adeguate soluzioni per il vitto. Se manca una simile soluzione oppure se i collaboratori non possono tornare al loro domicilio o all’azienda per la pausa pranzo, agli stessi va versato un indennizzo per il pranzo.

FAQ
È ammesso fissare in un regolamento un importo forfettario per le spese?

Sì, è sostanzialmente ammesso fissare un importo forfettario a titolo di spese, a condizione che con tale importo si raggiungano o si superino gli importi definiti nel CCL.

È consentita una regola secondo cui, in caso di conclusione anticipata del lavoro (p.es. alle 14.00) e successivo rientro in ditta, le spese per il pranzo non sono pagate?

Una tale disposizione non è ammissibile. Il collaboratore ha diritto alle spese per il pasto anche in casi del genere.

Esiste una durata minima dell’orario di lavoro giornaliero a partire dalla quale sussiste il diritto alle spese pranzo?

Non è prescritta nessuna durata minima del lavoro quotidiano. Tuttavia, anche qui vale il principio secondo cui le spese sono dovute se a mezzogiorno il collaboratore non può rientrare a casa o in azienda.

Quando sussiste il diritto al rimborso delle spese pranzo?

Di norma, l’azienda è tenuta a rimborsare le spese per il pranzo, se il collaboratore lavora in un cantiere esterno e deve pranzare fuori casa.

L’obbligo di pagamento delle indennità pranzo viene a cadere se sul cantiere sono disponibili possibilità adeguate per rifocillarsi, che devono
rispondere ai seguenti requisiti:

  • Ambiente:
    locale con luce naturale, che si può chiudere, riscaldare, arieggiare.
  • Attrezzature/mobilia:
    numero sufficiente di fornelli o attrezzature per cucinare, frigorifero, possibilità di preparare bevande calde, un numero sufficiente di posti a sedere (sedie e tavoli)
  • Servizi igienici (numero sufficiente di WC disponibili nelle immediate vicinanze, con acqua corrente. 
Quali spese vanno sostenute se i dipendenti sono dislocati in un posto di lavoro fuori sede, dove pernottano in un appartamento?

I dipendenti che vengono dislocati in posti di lavoro fuori sede hanno diritto al rimborso delle spese per la colazione e la cena. Anche se l’azienda affitta un appartamento completamente attrezzato per l’alloggio dei dipendenti, le spese per la colazione e la cena cevono essere sostenute dall’azienda. Ciò avviene o attraverso il pagamento dei costi effettivi del vitto oppure attraverso il versamento del forfait previsto dal CCL. 

34c. Uso di vetture private

Se i collaboratori, per espressa disposizione del datore di lavoro, acconsentono e utilizzano la propria vettura privata per scopi aziendali, hanno diritto a un rimborso.

FAQ
È ammesso fissare in un regolamento un importo forfettario per le spese?

Sì, è sostanzialmente ammesso fissare un importo forfettario a titolo di spese, a condizione che con tale importo si raggiungano o si superino gli importi definiti nel CCL.

È consentita una regola secondo cui, in caso di conclusione anticipata del lavoro (p.es. alle 14.00) e successivo rientro in ditta, le spese per il pranzo non sono pagate?

Una tale disposizione non è ammissibile. Il collaboratore ha diritto alle spese per il pasto anche in casi del genere.

Quali spese vanno sostenute se i dipendenti sono dislocati in un posto di lavoro fuori sede, dove pernottano in un appartamento?

I dipendenti che vengono dislocati in posti di lavoro fuori sede hanno diritto al rimborso delle spese per la colazione e la cena. Anche se l’azienda affitta un appartamento completamente attrezzato per l’alloggio dei dipendenti, le spese per la colazione e la cena cevono essere sostenute dall’azienda. Ciò avviene o attraverso il pagamento dei costi effettivi del vitto oppure attraverso il versamento del forfait previsto dal CCL. 

34d. Auto aziendali messe a disposizione

Se ai collaboratori vengono messe a disposizione delle auto aziendali, i dettagli come il versamento del premio e le azioni di responsabilità vanno disciplinati in un contratto scritto oppure sono da regolare tenor regolamento aziendale.

FAQ
È ammesso fissare in un regolamento un importo forfettario per le spese?

Sì, è sostanzialmente ammesso fissare un importo forfettario a titolo di spese, a condizione che con tale importo si raggiungano o si superino gli importi definiti nel CCL.

È consentita una regola secondo cui, in caso di conclusione anticipata del lavoro (p.es. alle 14.00) e successivo rientro in ditta, le spese per il pranzo non sono pagate?

Una tale disposizione non è ammissibile. Il collaboratore ha diritto alle spese per il pasto anche in casi del genere.

Quali spese vanno sostenute se i dipendenti sono dislocati in un posto di lavoro fuori sede, dove pernottano in un appartamento?

I dipendenti che vengono dislocati in posti di lavoro fuori sede hanno diritto al rimborso delle spese per la colazione e la cena. Anche se l’azienda affitta un appartamento completamente attrezzato per l’alloggio dei dipendenti, le spese per la colazione e la cena cevono essere sostenute dall’azienda. Ciò avviene o attraverso il pagamento dei costi effettivi del vitto oppure attraverso il versamento del forfait previsto dal CCL.